Ghino di Tacco

Archive for the ‘politica’ Category

TERNI – CONSIGLIERE COMUNALE SPIEGA AI ROMANI COME SI AFFIGGONO I MANIFESTI!

In politica, terni, Uncategorized on 11 giugno 2013 at 23:21

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Terni – Il consigliere comunale del Pdl, Francesco Maria Ferranti, spiega ai romani come si affiggono i manifesti! Nel pubblicare su Facebook la foto che riportiamo nel post scrive: “In questa foto si chiarisce cosa devono fare le squadre di affissori manifesti… Devono passare e coprire tutto… Specie de rosso… A Roma prevalgono i manifesti dei compagni“. Dopo qualche minuto chiarisce meglio commentando la stessa foto: “Scusa Gerardo mi sbaglio i miei uomini da te coordinati coprivano anche  i cartelli stradali…“.

Ricordiamo a tutti ma soprattutto al consigliere Ferranti che un manifesto è abusivo se: 1) è affisso fuori dagli spazi consentiti: muri, cabine telefoniche, cassonetti immondizia… (sanzione da 200 a 1050 euro); 2) è affisso sugli spazi commerciali del Comune (quelli affissi tutto l’anno); se non ha il timbro comunale vuol dire che non ha pagato i diritti all’erario (sanzione da 100 a 500 euro); 3) è affisso sui tabelloni messi apposta per le elezioni ma negli spazi assegnati agli altri partiti (sanzione da 200 a 1050 euro).

 

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Gli ultimi voli del Cesvol agonizzante…

In ambiente, GIOVANI, politica, terni, terni on 8 giugno 2011 at 19:20
Logo Cesvol Terni
Ce.S.Vol. della Provincia di Terni

La situazione non è di certo delle più incoraggianti. Da mesi ormai si sente parlare della possibile prossima dipartita del Cesvol della nostra provincia. Da mesi se ne sente parlare ma sottovoce, quasi non si volesse dar fastidio.

Certo, uno o due articoletti sono usciti ma solo perché non si sono potuti evitare difronte ad uno scontro diretto tra la presidente del Centro e i sindacati Cisl e Uil. Poi il silenzio.
Tentiamo di ricapitolare: scontri con i sindacati, possibili licenziamenti, stabilizzazioni, contratti di solidarietà, precari cacciati, riduzione di oltre un terzo delle risorse, multe di centinaia di migliaia di euro, riduzione drastica dei servizi da erogare alle associazioni. Queste solo alcune delle criticità che andrebbero affrontate e alle quali, verosimilmente, si tenterà di dare una soluzione il prossimo 13 giugno durante l’Assemblea che dovrà approvare il bilancio consuntivo del 2010.
Per un’associazione di associazioni nata per essere “a disposizione del volontariato con la specifica funzione di sostenerne e qualificarne l’attività” (dal sito del Cesvol) non c’è male.
In tale situazione cosa pensate si stia facendo? Eliminare i servizi inutili tentando di sostenere le associazioni di volontariato del territorio? Ridurre gli sprechi?
A giudicare dall’ultimo bando uscito non mi sembra proprio.
Il bando del cosiddetto ‘progetto memoria‘  serve alla realizzazione di video, spot o documentazione per le associazioni di volontariato. Il problema è che tale progetto: non è più “innovativo”, come invece si legge nello stesso bando, visto che è promosso dal Cesvol almeno da quattro anni; non è sicuramente il più utile, specialmente in momento di così grave crisi per tutto il mondo dell’associazionismo e del volontariato; non è nemmeno economico viste le poste di bilancio relative a tale progetto…
 
Comunque se non sono preoccupate le associazioni iscritte dovremmo preoccuparci noi poveri cittadini se anche il Cesvol chiuderà? Noi potremmo sempre gioire degli ultimi voli del Cesvol agonizzante andando su internet e guardando gli spot!!!

IL RISVEGLIO DELLE TARTARUGHE…

In politica, terni on 5 gennaio 2011 at 12:37

Michele Rossi, coordinatore comunale Pdl Terni

(Terni) Dopo oltre quattro semestri di sostanziale silenzio ‘politico’, quello che dovrebbe essere il maggior partito dell’opposizione cittadina, il PDL, sembra risvegliarsi come una tartaruga dal letargo invernale. Il risveglio avviene con un comunicato nuovo, diverso da quelli sullo stato della fontana di piazza Tacito, sulla scarsa bellezza dei paletti di acciaio nel centro cittadino, sulle buche di qualche strada, sul malfunzionamento di qualche semaforo e diverso anche dalle solite menate sul Liceo Musicale; forse il primo comunicato ‘politico’ della nuova consiliatura.

Ecco il testo inviato dal Coordinatore comunale PDL Terni, Michele Rossi:

Non ci sono idee e non c’è qualità nell’attuale amministrazione cittadina, si naviga a vista affrontando solo le emergenze senza programmare il futuro. Questa è la realtà dei fatti e sono sempre di più coloro che hanno coscienza di questo, tra i cittadini e anche tra i banchi della stessa maggioranza.

C’è la necessità di un cambio radicale della politica di questa amministrazione.

Per questo motivo sono ancor più incomprensibili le parole di Venturi (Terni Oltre) forse preoccupato di trovare una sua possibile collocazione collaborazionista e di proporsi a una maggioranza in evidente difficoltà.

Lancia un appello, andando oltre gli schieramenti e le appartenenze politiche affinchè ci si unisca tutti insieme intorno ad alcune idee condivise. Se da una parte è apprezzabile che anche l’esponente neocivico riconosca in premessa del suo ragionamento l’inadeguatezza dell’attuale amministrazione non si può però concordare facilmente sulle sue conclusioni.

Occorre più che prestare la spalla all’amministrazione attuale, proprio per vero senso di responsabilità, operare perché ci sia un vero e proprio cambiamento radicale, perché finalmente si rompa il sistema.

Siamo comunque alternativa ma non disfattisti così come abbiamo dimostrato in delicate vicende cittadine dove determinante è stato il nostro contributo (Basell, Università, Liceo Musicale); costruttivi esclusivamente per il reale bene della città ma non per questo pronti ad aiutare la sopravvivenza di un’amministrazione che continuando così a vivacchiare danneggerebbe con scelte insensate la città, e che sarebbe meglio venisse prima possibile politicamente sconfitta.

Creso che sia chiaro che non apporteremo mai il nostro appoggio solo per far sopravvivere una maggioranza che per il bene di tutti deve cadere.

Bisogna certamente unire le forze ma per sconfiggere definitivamente questa politica di sinistra che ha soffocato e continua a soffocare, con il suo clientelismo e con la sua inadeguatezza, il libero sviluppo che questa Città merita.

Il vero appello da fare allora è a chi, al di là delle parole di opposizione spese nella conferenza stampa, vuol essere veramente alternativo a questo tipo di politica e che con determinazione e convinzione vuol rappresentare un altro modo di amministrarem completamente diverso. Per questo collaboreremo con tutte quelle forze inequivocabilmente alternative che non intendono prestarsi, per falso senso di responsabilità, a possibili aiuti a un esecutivo senza idee e senza futuro, che continuerebbe a danneggiare la città.

Piuttosto il PDL locale, primo partito di opposizione, è sempre aperto al confronto con tutte le forze di opposizione anche singole, per aprire un dibattito finalizzato a migliorare l’iniziativa politiva unitaria e la proposta amministrativa alternativa da offrire alla Città.

E’ auspicabile che la vera opposizione nella sua interezza sia più compatta, con proprie idee per il futuro sviluppo economico, sociale e urbanistico della Città. Non possiamo solo criticare e “urlare” contro la sterile azione amministrativa fin qui prodotta, non dobbiamo avere un atteggiamento unicamente disfattista ma abbiamo il dovere di proporre, di essere costruttivi e di porci come alternativa in grado di guidare Terni nei prossimi anni.

Sono convinto che il confronto solo con chi condivide questa impostazione ed è chiaramente lontano da questo modo di amministrare la città, per reale convinzione e che mai per questo si presterebbe a un possibile facile soccorso, ci garantirà successi politici futuri“.

Insomma il PDL non ci sta, e lancia l’appello alle forze di opposizione “anche singole” (?), attacca Venturi su una sua possibile apertura alla maggioranza e promette guerra.

Probabilmente la tartaruga si accorgerà presto – o si è già accorta – che è ancora inverno e che è meglio dormire ancora per qualche semestre…

A Terni sinistra di ‘lotta’ solo sul giornalino, sempre di ‘governo’ a Palazzo…

In politica, terni, terni, Uncategorized on 4 novembre 2010 at 13:37

Qualche giorno fa, mi è passata tra le mani “La scossa…”, il periodico del Gruppo consiliare RC/CI di Terni. Già dall’organigramma vediamo che, oltre all’onnipresente direttore responsabile Alberto Tomassi, sono presenti i tre consiglieri comunali di Rifondazione Comunista e Comunisti italiani, Giocondo Talamonti, Luzio Luzzi e Mauro Nannini.

Tra articoli di poco conto nella rubrica “Le chicche…” ho letto un trafiletto che, non posso fare a meno di ammetterlo, mi ha piacevolmente colpito e che riporto integralmente di seguito:

C’è una new entry nell’elenco degli enti inutili: è l’assessorato comunale alla cultura. Che non si capisce che cosa ci stia a fare se le scelte riguardanti la politica culturale a Terni ormai sono appannaggio della Stu (società temporanea di imprese) che si becca in pratica l’intero budget dell’assessorato (qualche centinaio di migliaia di euro). Ormai non è una sorpresa: fu deciso dalla vecchia giunta comunale il cui assessore alla cultura, adesso, lavora con una delle imprese della Stu (casi). Ciò che sorprende è che la capofila della Stu e quindi quella che maggiormente decide la politica culturale del Comune di Terni, è Civita. L’espresso, giorni addietro, ha fatto presente che Civita ha come presidente onorario Gianni Letta (il “portaordini” di Berlusconi) ed ha sottolineato che molto devoti a Berlusconi sono i massimi dirigenti di Civita. Poi ci lamentiamo“.

Orbene, il gruppo Rifondazione e Comunisti italiani oltre ad appoggiare l’attuale Giunta ha appoggiato anche la precedente. Inoltre, lo stesso  gruppo, oltre ai succitati consiglieri comunali – ricordiamo che uno di questi è stato anche assessore alla precedente Giunta -, vanta un Vice-Sindaco ed assessorati anche nell’attuale.

E’ troppo facile lanciare atti d’accusa sul giornaletto di partito o vestire gli abiti di lotta tra la cittadinanza – perché tale accusa viene ormai ripetuta spesso in molti ambienti di sinistra della città – senza far mai seguire atti politici veri. E’ troppo facile stare al potere, aver governato in passato e continuare a governare la città e criticare le attività di governo della città, arrivare persino a scrivere che l’assessorato alla cultura del nostro comune sarebbe un ente inutile. E’ troppo facile e troppo comodo…

Quoziente familiare a Terni, l’evanescente proposta di Baldassarre

In politica on 23 settembre 2010 at 16:25

Dalla stampa locale ho appreso che l’ex presidente della Consulta, ex presidente Rai ed ex candidato Sindaco del Pdl al nostro comune, Antonio Baldassarre “vuole adottare il quoziente familiare” (da ‘il giornale dell’Umbria’ del 21/09/2010 – “Sociale, Baldassarre vuole adottare il quoziente familiare“).

Non potete immaginare lo stupore scoprire che dopo oltre un anno dalle elezioni amministrative colui che avrebbe dovuto rappresentare il cambiamento, rivoluzionare la nostra città è ancora presente, e si arrabbia.

Dallo stesso articolo sopra citato leggiamo “Baldassarre si è tolto qualche sassolino all’indirizzo del sindaco“.  Il presidente emerito della Corte Costituzionale avrebbe addirittura dichiarato: “Di Girolamo ci ha accusato di non essere costruttivi e propositivi. Semmai è il contrario. Finora dal sindaco si sono avute solo le linee programmatiche evanescenti, se si escludono un pacco di varianti urbanistiche“. Che verve! Che grinta! Dalla piazza sottostante si sentono già le urla dei sostenitori, di quanti ancora sperano nel cambiamento. “Vogliamo dare una scossa a questa amministrazione – ha tuonato – che non sta facendo nulla per la città. E’ vero che hanno vinto le elezioni con una manciata di voti, ma questo non li esime dal governare una comunità con provvedimenti, scelte e decisioni. Invece non c’è mai una proposta. Sono le opposizioni che propongono, ma per ragion politica vengono rigettate idee buone per la Terni presente e Futura” (da ‘La Nazione’ del 21/09/2010 – “Prelievo fiscale? Non solo l’Isee: ci si basi sul quoziente familiare“).

Quindi? Dopo il grande risveglio? La piazza attende trepidante, c’è chi spera si parli del lavoro che manca, delle inefficienze amministrative, della crisi delle partecipate, di un’economia al collasso e di una maggioranza alla deriva. Invece…

Introdurre il quoziente familiare nel sistema tributario, tariffario e fiscale del Comune“, dalla piazza un boato di disperazione e la folla inizia a disperdersi. “Con uno specifico atto di indirizzo, che ci auguriamo possa essere messo in discussione quanto prima – ha continuato il professore – chiediamo che anche Terni possa essere annoverata nel progetto nazionale ‘Città per la famiglia’. Chiediamo all’amministrazione e ai colleghi del consiglio comunale di adottare una vera e propria rivoluzione tributaria per favorire le famiglie più numerose“. La piazza è ormai vuota. La folla è a casa e spera al più presto di leggere un intervento di Melasecche, almeno lui fa opposizione…

Comunque, bando alle ciance, una proposta c’è stata ed un atto di indirizzo è stato presentato anche se risulta un pò evanescente. Evanescente perché non dice nulla, due paginette vuote che rimettono alla Giunta ogni eventuale realizzazione. Parlare di quoziente familiare in questo modo è come dire nulla. E’ come parlare di federalismo senza sapere come verrà applicato. Affermare “avviare, a partire dal prossimo anno finanziario e dal Bilancio 2011, la riforma dei criteri di determinazione delle tariffe e delle tasse di pertinenza comunale introducendo indicatori integrativi dell’ISEE al fine di realizzare compiutamente, entro il triennio successivo, il “quoziente familiare” come base per il sistema fiscale e tariffario comunale” è dire nulla. E’ un concetto vuoto che non prende in considerazione nemmeno gli eventuali minori introiti per l’amministrazione che potrebbero derivare dall’introduzione di un nuovo meccanismo di calcolo. Una proposta del genere non è altro che uno spot travestito. Una proposta che viene fatta soltanto per fare bella figura con gli ambienti cattolici e che tanto nessuno approverà mai.

In mancanza di qualsiasi elemento oggettivo su cui discutere, mi limiterò ad esprimere brevemente i miei dubbi sul quoziente familiare che sembra andare tanto di moda.

  1. se l’unità impositiva passerà dall’individuo al nucleo familiare certamente ciò renderà più equa la calibratura del carico fiscale sulle famiglie nel tentativo di valorizzarne la funzione sociale per la comunità ma resta da capire e da definire in sede legislativa cosa si definisce come famiglia affrontando questioni giuridiche, amministrativem gestionali e persino morali che ovviamente non possono essere affrontate da un’amministrazione comunale;
  2. se la tassazione sarà in funzione della numerosità del nucleo familiare come potremo misurare le variazioni del benessere individuale al variare del numero dei membri del nucleo familiare, un concetto in cui – ovviamente – nella proposta non si fa cenno. Come considerare l’indicatore di peso ai fini del calcolo matematico di ciascun membro della famiglia? Come si pesano altri familiari a carico per arrivare al risultato finale?
  3. la tassazione a quoziente familiare a poi anche un altro effetto collaterale negativo: tende a ridurre l’offerta di lavoro femminile, che in Italia è tra le minori d’Europa, spostando in capo al coniuge con reddito più basso (di solito la moglie) parte dell’onere fiscale, ed allontanerebbe ancor di più il nostro paese dal raggiungimento di uno degli obiettivi dell’Agenda di Lisbona, che punta ad un tasso di partecipazione femminile alla forza-lavoro pari almeno al 60% (attualmente l’Italia è poco sopra il 40%).

Povero Sandro strumentalizzato da Silvio

In GIOVANI, politica, Risorgimento on 31 luglio 2010 at 11:54
Sandro Pertini
Fa un certo effetto sentire il premier parlare di Sandro Pertini per giustificare l’atto di sfiducia del Pdl nei confronti del presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Nel luglio del 1969, – ha dichiarato Berlusconi in un messaggio audio inviato ai promotori della libertà – verificatosi una situazione di divisione analoga nel Partito Socialista con la sinistra socialista, il Presidente Pertini, che era un grand’uomo e che aveva aderito alla sinistra, ritenne doveroso dimettersi e mandò a tutti una lettera con questa dichiarazione: “Correttezza vuole ch’io metta a vostra disposizione il mandato da voi affidatomi”. Spero che Pertini possa insegnare a qualcuno il modo in cui ci si debba comportare“.
Spero anche io che Pertini possa insegnare a qualcuno il modo in cui ci si debba comportare, e questo qualcuno non è Gianfranco Fini !!!

DALLA FALSA CITTA’ DEI GIOVANI ALLA VERA CITTA’ PER VECCHI

In GIOVANI, politica, terni, terni on 28 luglio 2010 at 19:27

Sembra essere trascorso un secolo, invece non è passato nemmeno un anno da quando l’amministrazione comunale di Terni si crogiolava nelle sue agiografiche pubblicazioni e nelle sue visioni del futuro un pò troppo ottimistiche. Ci appaiono come ricordi lontani i tanti slogan raffaelliani e le tante città favoleggiate, i lunghi e roboanti discorsi e i costosissimi festival.

A ripensarli ora sembrano appartenere ad un epoca diversa dalla nostra.

Penserete ch’io sia impazzito, che abbia nostalgia. Ma non è così.

Una cosa però bisogna ammetterla, tutte quelle chiacchiere erano un pò meglio delle chiacchiere di oggi. Nè alle une, né alle altre  sono seguiti o seguiranno fatti, ma almeno le prime erano un pò più stimolanti.  Essere passati da un demagogico ma positivo “Nella città ascoltata nessuno è rimasto solo” ad un ingenuo “Faccio l’acciaio mica i cioccolatini” non è stato un salto da poco ma una vera e propria regressione. E lo vediamo tutti i giorni. Al cambiamento del linguaggio è collegato anche un cambiamento più squisitamente politico soprattutto per quanto riguarda il sociale, la cultura e i giovani.

Dalla falsa “Città dei giovani” siamo passati alla vera città per vecchi. Dalle continue promesse di modernizzazione al vuoto totale.

Solo pochi mesi fa leggevamo: “Ed è anche per questo che le trasformazioni che hanno investito, anche in nome della modernità, la nostra città non possono evitare di porsi domande sui giovani, sui loro bisogni, desideri, ambizioni ed aspettative, e di raccogliere le sfide che queste giovani generazioni pongono. La principale è quella che sa riconoscere nei ragazzi e nelle ragazze di oggi la forza di una risorsa per le nostre comunità. Siamo troppo spesso portati a parlare di giovani in termini problematici, talvolta emergenziali qualsi sempre di carattere sociale. Certo, è verso di loro che guardano madri e padri, è in loro nome che si parla di investimenti e di futuro. Ma la grande risorsa che essi già oggi rappresentano e la ricchezza straordinaria che esprimono emerge ancora troppo debolmente in una società disgregata, frammentata ed individualizzata“, oppure: “Se esiste un filo rosso che ha legato le politiche giovanili di questo decennio sta qui: nella forza dei giovani di essere progetto di motamento sociale e protagonista di uno scenario che sis ta trasformando sotto i nostri occhi e che ha bisogno della loro energia, dei loro talenti, delle loro capacità e persino delle loro contraddizione“, o infine: “Allora se tutti abbandoniamo una retorica paternalistica e ci confrontiamo alla pari con i ragazzi e le ragazze che anche con questa pubblicazione ci parlano e ci interrogano, forse davvero riusciamo a fare insieme un importante passo avanti nel dare senso alle realtà possibili“. Certo erano chiacchiere, ma oggi subiamo le borghesi, bigotte e paternalistiche ordinanze anti-rumore ed anti-bivacco. Subiamo i tagli della stragrande maggioranza delle attività culturali. Un ritorno al passato che rende la sinistra ternana sempre più simile alla destra.

Conlcudo, non vi preoccupate. In una città che non ci offre lavoro e futuro è giusto che ci venga tolto anche il presente ed è ancora più giusto che si tutelino le tranquille notti di quattro vecchietti, ex giovani ed ex comunisti.  FACEVAMO L’ACCIAIO, ORA COSA FAREMO?

AGLI OPERAI ITALIANI, di Giuseppe Mazzimi [dedica a “Dei doveri dell’uomo”, 1906]

In politica, Risorgimento on 27 luglio 2010 at 16:50

Giuseppe Mazzini

AGLI OPERAI ITALIANI [1]

A voi, figli e figlie del popolo, io dedico questo libretto, nel quale ho accennato i principii in nome e per virtù dei quali voi compirete, volendo, la vostra missione in Italia: missione di progresso repubblicano per tutti e d’emancipazione per voi. Quei che per favore speciale di circostanze o d’ingegno, possono più facilmente addentrarsi nell’intelletto di quei principii, li spieghino, li commentino agli altri, coll’amore, col quale io pensava, scrivendo, a voi, ai vostri dolori, alle vostre vergini aspirazioni, alla nuova vita che – superata l’ingiusta ineguaglianza funesta alle facoltà vostre – infonderete nella Patria Italiana.

Io v’amai fin dà miei primi anni. Gl’istinti repubblicani di mia madre m’insegnarono a cercare nel mio simile l’uomo, non il ricco o il potente; e l’inconscia semplice virtù paterna m’avvezzò ad ammirare, più che la boriosa atteggiata mezzasapienza, la tacita inavvertita virtù di sagrificio ch’è spesso in voi. Più dopo, dalla nostra Storia raccolsi come la vera vita d’Italia, sia vita di popolo; come il lavoro lento dei secoli abbia sempre inteso a preparare, di mezzo all’urto delle razze diverse e alle mutazioni superficiali e passeggere delle usurpazioni e delle conquiste, la grande Unità democratica Nazionale. E allora, tranta anni addietro, mi diedi a voi.

Io vidi che la Patria, la Patria Una, d’eguali e di liberi, non escirebbe da una aristocrazia che tra noi non ebbe mai vita collettiva ed iniziatrice, né dalla Monarchia che s’insinuò, nel XVI secolo, sull’orme dello straniero e senza missione propria, fra noi, senza pensiero d’Unità o d’emancipazione; ma solamente dal popolo d’Italia – e lo dissi. Vidi che a voi bisognava sottrarsi al giogo del salario e fare a poco a poco, colla libera associazione, padrone il Lavoro del suolo e dei capitali d’Italia – e, prima che il socialismo delle sètte francesi venisse a intorbidar la quistione, lo dissi. Vidi che l’Italia, quale l’anime nostre la presentono, non sarebbe se non quando una Legge Morale, riconosciuta e superiore a tutti quei che si collocano intermediari fra Dio e il Popolo, avrebbe rovesciato la base d’ogni autorità tirannica, il Papato – e lo dissi. Né mai per pazze accuse e calunnie e derisioni che mi si gettassero, tradii voi e la causa vostra, né disertai la bandiera dell’avvenire, quand’anche voi stessi, travolti da insegnamenti d’uomini più che credenti, idolatri, m’abbandonaste per chi, dopo aver trafficato sul vostro sangue, torceva il suo sguardo da voi. La vigorosa sincera stretta di mano d’alcuni dei migliori tra voi, figlie e figli del popolo, mi consolò dall’abbandono altrui e di molte acerbissime delusioni versate sull’anima mia da uomini ch’io pure amava e che avevano professato d’amarmi. M’avanzano pochi anni di vita, ma il patto stretto da quei pochi con me non sarà violato per cosa che avvenga sino al mio ultimo giorno; e forse gli sopravviverà.

Pensate a me com’io penso a voi. Affratelliamoci nell’affetto alla Patria. In voi segnatamente sta l’elemento del suo avvenire. Ma questo avvenire della Patria e vostro, voi non lo fonderete se non liberandovi da due piaghe che oggi pur troppo, spero per breve tempo, contaminano le classi più agiate e minacciano di sviare il progresso italiano: il Machiavellismo e il Materialismo. Il primo, travestimento meschino della scienza d’un Grande infelice, v’allontana dall’amore e dall’adorazione schietta e lealmente audace della Verità: il secondo vi trascina inevitabilmente, col culto degli interessi, all’egoismo ed all’anarchia.

Voi dovete adorar Dio per sottrarvi all’arbitrio e alla prepotenza degli uomini. E nella guerra che si combatte nel mondo tra il Bene ed il Male, dovete dare il vostro nome alla Bandiera del Bene e avversare, senza tregua, il Male, respingendo ogni dubbia insegna, ogni transazione codarda, ogni ipocrisia di capi che cercano maneggiarsi fra i due; sulla via del primo, voi m’avrete, finch’io vivo, compagno.

E perché quelle due Menzogne vi sono spesso affacciate con apparenze seduttrici e con un fascino di speranze che solo il culto di Dio e della Verità può tradurre in fatti per voi, ho creduto debito di scrivere, a premunirvi, questo libretto. Io v’amo troppo per adulare alle vostre passioni o accarezzare i sogni dorati coi quali altri tenta ottenere favore da voi. La mia voce può apparirvi severa e troppo insistente a insegnarvi la necessità del sagrificio e della virtù per altrui. Ma io so, e voi, buoni e non guasti da una falsa scienza o dalla ricchezza, intenderete fra breve, che ogni vostro diritto non può essere frutto che d’un dovere compito.

Addio. Abbiatemi ora e sempre vostro fratello.

Giuseppe Mazzini

Aprile 23 – 1860.

[1] Operai: “La parola operaio non ha per noi alcuna indicazione di classe nel significato comunemente ammesso nel vocabolo: non rappresenta inferiorità o superiorità sulla scala sociale: esprime un ramo d’occupazione speciale, un genere di lavoro, un’applicazione determinata della attività umana, una certa funzione nella società; non altro. Diciamo operaio come diciamo avvocato, mercante, chirurgo, ingegnere. Tra codeste occupazioni non corre divario alcuno quanto ai diritti e ai doveri di cittadini… Le sole differenze che noi ammettiamo tra i membri di uno Stato sono le differenze di educazione morale. Un giorno, l’educazione generale uniforme ci darà una comune morale. Un giorno, saremo tutti operai, cioè vivremo tutti sulla retribuzione dell’opera nostra in qualunque direzione s’eserciti”. Così Mazzini nell'”Apostolato Popolare” dell’aprile 1842.

LOGORREA RAZZISTA ED ANTIDEMOCRATICA. Gli ‘arditi’ post del consigliere comunale Francesco Maria Ferranti

In politica, terni on 12 giugno 2010 at 15:11

Se qualcuno me lo avesse detto non gli avrei, di certo, creduto. E invece eccomi qua a scrivere il secondo post, in soli pochi mesi, su ‘nientepopodimenoche’ Francesco Maria Ferranti. Ma la vita, come si sa, alle volte, gioca brutti scherzi ed io oggi mi ritrovo a dover utilizzare – o dovrei dire sprecare? – un pò del mio tempo in questo modo, ma tant’è, questo è quello che oggi offre la politica ternana…

Poche ore fa mi ha telefonato un amico, inferocito, e mi ha detto che l’attività da internauta su facebook dell’attuale consigliere comunale, futuro consigliere regionale e – forse – deputato, Cico Ferranti è, a dir poco, offensiva e razzista. Linguaggio maleducato, attacchi contro tutti tranne che il suo grande idolo Berlusconi.

Alcuni piccoli esempi, lascio a voi ogni giudizio:

– oggi (12/06/2010), contro i giornalisti: “la maggioranza dei giornalisti col post giallo contro la legge è gente che mai ha scritto un articolo degno di essere citato o ricordato, son giornalistucoli privi di morale dei piccoli avvoltoi pronti a sfruttare problemi altrui per avere un pò di visibilità“;

– ancora oggi, ancora contro i giornalisti: “i tanti giornalisti faziosi e comunisti dovranno smettere di vivere di denigrazioni e di disgrazie altrui, non sarà più possibile rovinare giovani come alberto stasi condannato dalla stampa e assolto dalla legge, non sarà più possibile screditare il governo berlusconi e la figura del premier legittimata dalla maggioranza assoluta degli italiani e screditata da 4 scribacchini in cerca di notorietà“;

– 04/06/2010, trattato sui migranti: “le istanze degli extracomunitari alle quali fini che dovrebbe rappresentarci da la priorità, come la sinistra cerca negli immigrati nuovi serbatoi di voti, gli italiani credono nel pdl, nella libertà e in berlusconi…

– 03/06/2010, razzista: “i merdosi cattocomunisti a servizio di un ebreo tacciono vergognosamente. signori la verità è che in italia la sinistra è non solo incapace di dare risposte alle esigenze del paese, ma anche impelagata fino al collo in vicende penalmente rilevanti, i leaders di sinistra son tutti alle prese e coinvolti in attività affaristiche poco chiare“.

ANDATE A LEGGERE VOI STESSI AL LINK:http://www.facebook.com/home.php?#!/profile.php?id=100000625569909&ref=ts

@nonimi&@ssurde/1: oggi passiamo in rassegna le proposte di Massimo D’Antonio, consigliere provinciale dell’Udc

In politica, terni on 9 giugno 2010 at 00:32

  • Rilancio sciistico della provincia di Terni?: a dicembre 2009, in pieno clima invernale, ha presentato un’interrogazione sul rilancio sciistico della provincia Terni;
  • Crocifisso si ma anche no: sempre a dicembre dello scorso anno, il consigliere provinciale di quello che, fino a pochi mesi fa, si chiamava Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro, ha dimostrato che l’ex partito della Vela è veramente cambiato diventando anche più laico degli ambienti più conservatori del Pd. Chiamato a decidere sulla proposta di togliere i crocifissi dagli edifici della Provincia, ha accettato il compromesso di lasciarli solo dova già sono dichiarando: “non ci si divide in nome di Dio. lasciare i simboli religiosi negli edifici pubblici dove già sono collocati significa trovare un punto di accordo tra tutte le parti”. Cosa ne penseranno i cristiani ternani?
  • Mirabilandia 2 la vendetta: dopo qualche anno ecco rispuntare la proposta di aprire il Parco giochi Mirabilandia a Narni: l’istrionico centrista chiese di aprire “Un tavolo istituzionale per capire se Mirabilandia 2 all’ex Spea di Narni si può ancora fare oppure no”;
  • “L’isola dei famosi” & i latitanti anni ’70: a febbraio di quest’anno l’eclettico consigliere ha presentato, insieme alla quasi totalità del consiglio provinciale di Terni, una lettera al presidente del Cda della Rai e al direttore generale della Rai, per “comprendere la linea di condotta della Rai” sulla scelta del Nicaragua come approdo degli sventurati ‘famosi’. Nicaragua che – sembra – accoglierebbe anche numerosi terroristi degli anni ’70 ancora latitanti;
  • Caos unico: “Dare vita al biglietto unico per Cascata delle Marmore, Caos e Carsulae, attivando un tavolo con il Comune di Terni prima dell’inizio della stagione estiva”. Questo il succo della mozione presentata dal D’Antonio e che, bisogna ammetterlo, è stata votata da tutti tranne che dal grande Zefferino Cerquaglia;
  • radioattività all’Ast?: a dicembre dello scorso anno ha presentato un’interrogazione sui rottami della TK-Ast per sapere dal presidente Polli “se presso le acciaierie di Terni siano installati uno o più portali fissi di controllo della radioattività dei rottami in arrivo da autotreni e carri ferroviari e, se esistenti, come possano essere efficienti in casi di presenza di piombo che, notoriamente, funge da schermo contro la radioattività”;

Laureato in giurisprudenza è responsabile dell’Ufficio Comunicazione Istituzionale e Mediazione Interculturale dell’Asl e segretario provinciale dell’Unione di Centro di Terni. Scrittura creativa quella utilizzata nei suoi comunicati con titoli spesso ispirati a quelli di famosi film del passato. Oltre alle proposte, interrogazioni, mozioni, da lui presentate molte altre andrebbero elencate, perché il consigliere provinciale dell’Udc di Terni sembra sottoscrivere o votare a favore di quasi tutto ciò che gli si propone, da sinistra o da destra…